40 anni di Musica (sempre) Ribelle

 

 

 

 

 04 novembre:

“Musica Ribelle -

La Reunion Live”

al Teatro Dal Verme

Esce il 28 ottobre “40 ANNI DI MUSICA RIBELLE”, un progetto discografico che raccoglie gli storici album di Eugenio Finardi usciti fra il 1975 e il 1979, gia? protagonisti del fortunato tour estivo che ha contribuito a riaccendere la Fiammella della “Musica Ribelle”, tanto in chi la suonava quanto nel pubblico.Il cofanetto viene proposto in due edizioni, CD e LP, e si pregia di un ricco libro che racconta cio? che quegli anni e quei dischi sono stati per la musica italiana con le parole di chi, vicino ad Eugenio, ne fu artefice e testimone.La riedizione discografica conterra? gli storici album “NON GETTATE ALCUN OGGETTO DAI FINESTRINI” (1975); “SUGO” (1976); “DIESEL”(1977); “BLITZ” (1978) e “ROCCANDO ROLLANDO” (1979), usciti originalmente per l’etichetta discografica Cramps e ripubblicati ora da Universal Music.

Gli album, che saranno disponibili anche singolarmente, sono stati rigorosamente rimasterizzati dai nastri originali per riprodurre con estrema fedelta? il sound originale di canzoni simbolo come “Musica Ribelle”, “Extraterrestre”, “La Radio”, “Voglio”, “Diesel” e tante altre; anche le grafiche ricalcheranno fedelmente quelle delle prime edizioni.

Il 4 novembre EUGENIO FINARDI, musicista da sempre simbolo di completa liberta? artistica ed espressiva, celebrera? questo importante anniversario con una data-evento nella sua Milano, portando “MUSICA RIBELLE – La Reunion” al Teatro Dal Verme di via S. Giovanni sul Muro, 2.Accompagnato da alcuni componenti della band originali che hanno contribuito alla realizzazione dei suoi primi album, piu? ospiti e amici, Finardi ricreera? sul palco dello storico teatro milanese le sonorita? e le tematiche originali che lo hanno portato al successo, ancora oggi di incredibile attualita?.

 

I biglietti sono disponibili da adesso su circuito Mailticket.

Link alle prevendite:  http://bit.ly/MUSICARIBELLEreunion 

Come dice lo stesso Eugenio, “Ora piu? che mai c’e? bisogno di musica ribelle”.

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Fasano,Masseria San Lorenzo 10 agosto 2016

La location è bellissima,una antica masseria attiva immersa in ulivi secolari. Arrivo in anticipo ma non tanto da ascoltare le prove che finiscono proprio in quei momenti anche perché è imminente una Messa in onore di San Lorenzo con tanto di statua e  autorità varie..Il palco è proprio in mezzo ad un campo di ulivi secolari,tutto intorno stand già in piena attività di panzerotti,focacce e piccoli gruppi locali di pizzica che si preparano ad intrattenere la gente che piano piano arriva..Mi avvicino al palco  e subito saluto Giovanni che mi riconosce e ricambia molto cortesemente … Saluto Paolo,Claudio e Marco tutti gentili..a Giovanni faccio vedere lo striscione e non perde tempo a fotografarlo e a  pubblicarlo. Ci diamo appuntamento a dopo. l concerto è previsto per le 23,30 e io nell’attesa gironzolo un po’..Alessandra mi manda un sms per dirmi che sarà li più tardi insieme a Nino..Che bello La FINARDIGANG si ritrova. Si avvicina l’ora..mi metto sotto il palco,chiacchiero con paolo sempre disponibile e interessante ma scappa perché il concerto forse inizia un po’ prima … Eccolo ..sale Eugenio,rilassato e felice di essere lì..Il concerto inizia …,due ore di musica della mia vita … non sono mai stato così felice..al termine foto e saluti con tutti della band..Mi sento uno di loro..Eugenio è in macchina stanco per via anche di un dolore alla schiena..lo saluto e mi ringrazia per lo striscione,io ringrazio lui per esserci ,sempre,nella mia vita. 

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Finardi Bosco Chiesanuova

Bosco Chiesanuova data zero 14.11.2014
Un fan solitamente accetta tutto dal suo artista preferito e dopo aver passato tre giorni meravigliosi è ancora più complicato descrivere un concerto. Ma con occhio e orecchio clinico SARÒ SPIETATO.
Intanto come quasi sempre arrivo in anticipo (un giorno prima). Ascolto un po’ di prove con interesse ma cerco di essere distaccato per gustare al meglio l’evento. Però l’inserimento del violoncello già mi incuriosisce piacevolmente. Ma vengo al concerto. Parte “Aspettando”. L’impatto scenografico delle luci è già al di sopra di qualunque aspettativa. Parto proprio da quelli che (non Eugenio) non vengono mai valorizzati abbastanza. La grandezza degli effetti delle luci è nell’averle usate dando peso alle parole delle canzoni. In “Lei si illumina”l’amalgama tra le parole delle canzoni e l’uso delle luci ascendenti e discendenti è l’evidenza estrema di un grande studio effettuato sulle melodie ma anche sui testi delle canzoni. Le luci vengono usate come se parlassero. Grande Alessandro Gallo. Il suono in sala è avvolgente e perfetto. Sembra di ascoltare un disco. Potresti registrarlo dal vivo senza effettuare alcun missaggio prima di inciderlo. Grande Marco Martinetto. Il concerto ? Sono un po prevenuto. Ho visto molti concerti di “musica e parole” e mi aspettavo qualcosa di molto simile. Avevo anche sentito dire che si sarebbero usati alcuni campionamenti (se tecnicamente si dice così) e la cosa mi spaventava. Confesso una cosa. Il disco Acustica è un gran bel disco e anche il tour non era da meno. Ma per i miei gusti personali non amavo alcuni suoni digitalizzati (si dice così?) troppo presenti. In questo tour quei pochi campionamenti presenti danno enfasi ma non invadono. Forse è presto o ingiusto fare il paragone ma musicalmente questo tour a mio parere è al di sopra. Ok. Il concerto? È strana la sensazione di un pubblico che per più di due ore resta in silenzio assoluto durante le parti parlate e si entusiasma durante la parte suonata. Ma il dubbio mi resta. Possono una tastiera due chitarre e un violoncello suonare “cadere sognare” o “come savonarola” o “nuovo umanesimo” enfatizzando il contenuto delle canzoni e la potenza musicale ? Si. Siamo in un teatro. Come se fossimo a sedere sul palco. Ma la potenza anche in certi brani esplode. Certo. Nel modo in cui in un teatro si può fare. Il pubblico lo recepisce. Alcuni applausi durano in modo quasi imbarazzante. E gli altri brani? Quelli più intimi ? Le parole più adatte per me sono Raffinatezza e Avvolgimento. Perché gli arrangiamenti sono raffinati. Basti pensare all’uso del violoncello che effettua in alcuni brani note lunghe enfatizzando il suono degli altri strumenti. In altri casi viene pizzicato come nel dare ritmo al brano o in altri casi è il conduttore della melodia principale. I miei brani preferiti per l’arrangiamento al violoncello sono stati la ritrovata “Laura degli specchi”, “cadere sognare” e “le ragazze di Osaka”.Grande Federica Finardi a cui chiedo scusa per la mia prolissità verbale nel viaggio verso Verona.  Le tastiere ? Paolo Gambino? Sono ancora convinto che non sia un piemontese ma che sia un uomo caduto sulla terra. Hai la certezza che sappia quello che deve fare prima ancora che qualcuno lo possa pensare. Quando ti aspetti che in alcune parti musicali venga fuori l’ego e quindi la foga di alzare il proprio volume, di andare oltre quello che deve fare lui non si smentisce. Lo fa con naturalezza e equilibrio. Come un direttore di orchestra che contemporaneamente suona il suo strumento. È comunque parte di un orchestra. Misura, precisione e anima. Non è un robot. Il brivido viene fuori. Ascoltate halleluja nelle sue parti di tastiera sia con l’orecchio che con l’anima. Il brivido vi verrà. Signore è stata una svista, abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista. Ma Giovanni Giuvazza Maggiore ci è o ci fa ? Cioè…sa bene quello che vuole e quello che vuole dare. Ma poi qualche improvvisazione secondo me la tira sempre fuori. Perché lo sapete. È posseduto. All’incrocio ha venduto l’anima in cambio di una Fender. Non c’è un brano che non sappia dire in cui ho preferito la parte di chitarra. Come Paolo anche lui c’è sempre. Che debba stare in penombra o esaltare i brani non c’è una sbavatura se non quella del pubblico quando lo guarda. Ah. Dimenticavo. C’è anche quello che canta suona e dirige. Qui non posso scendere in particolari. Ma essendo spietato lo dico. Ha sbagliato ben una parola in una canzone. A parte la triste battuta… Puoi avere i migliori musicisti del mondo. I migliori tecnici esistenti sulla terra. Ma se non ci sono le canzoni… Eugenio racconta e la platea ascolta in silenzio ma interessata. Poi ho sentito pubblico non finardiano dire che si sono commossi nel sentirlo parlare ma anche durante il cantato come in “le donne piangono in macchina”, “lei si illumina” e “cadere sognare”. Non posso raccontarvi nulla di “le donne piangono in macchina” perché ammetto fregandomene del pudore, che quel Lollo sempre allegro, sempre pronto ad abbracciare (le donne) dopo il parlato e le prime strofe ha rotto gli argini ed è dovuto uscire dal teatro. Ma attenzione. Non è un concerto per malinconici. L’arrangiamento di “fibrillante”, (stratosferico), “Holyland”, “extraterrestre” danno un giusto equilibrio all’intero concerto. Si. Ho parlato poco di Eugenio. L’ho sempre fatto moderatamente. Perché mi sembra scontato. Perché non sono mai stato un ruffiano in vita mia pagandone pesanti conseguenze. Quindi sapete che ci sono le canzoni che per molti di noi hanno avuto una parte emozionale molto forte nella nostra vita e quelle che se non ci appartengo per sentimento ci appartengono per rabbia. Comunque ci appartengono e ci hanno accompagnato per tanti anni. In momenti felici e momenti tristi. E continueranno ad accompagnarci in futuro.
Meglio il tour elettrico o questo tour? Ora posso dire che i due tour sono diversi ma conviventi. A mio parere i due tour si prestano a due dimensioni diverse ma complementari. Non ci sarebbe uno senza l’altro. Grazie Eugenio. Di più non posso dirti perché sai che quello che vorrei dire mi esce solo dagli occhi.
Lo so. Questa recensione è poco emozionale perché non mi piace scrivere quasi costretto dalle richieste. Però spero si capisca il motivo per cui non perdersi una prossima data.
Bene. Mi fermo per vostra fortuna perché dopo 27 minuti che scrivo l’acqua della vasca in cui sono immerso comincia a raffreddarsi. A Presto.

Lollo Lo Savio
Scaletta:
Aspettando
Come savonarola
Voglio
Non è nel cuore
Un uomo
Lei si illumina
Nuovo umanesimo
Cadere sognare
Halleluja
Patrizia
Le donne piangono in macchina
Scuola
Katia
Le ragazze di Osaka
Laura degli specchi
Howling wolf
Holyland
La radio
Extraterrestre
Fibrillante
Amore diverso

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DISCOGRAFIA

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Finardi Askatasuna Torino

Eugenio Finardi  Torino CSOA Askatasuna 7 novembre 2014

 

Si dorme due ore per notte. Ci si sbatte al lavoro. Si subisce lo stress quotidiano cercandolo di nascondere a tutti e sempre sorridere. Quindi non posso affrontare un viaggio fino a Torino. È inumano. Poi altri come me hanno lo stesso tormento. Come mancare? Tre messaggi tra l’ Ale e GIORGIONE che so quanto sta male per non esserci (alle 4 di mattina sveglio a casa a chiedermi recensione) e con Ale e Betta si parte. Si inizia. Vedo Lamagna col viso che sembra dire “ci siamo” e parte muovendosi in un modo che nemmeno Rihanna potrebbe fare. Già capisco che c’è un’aria particolare. Arfi comincia a muovere le bacchette e ha una espressione del tipo “ora finisce il mondo e preparatevi ad un nuovo inizio”. Paolo Gambino invece ha l’espressione sicura di quello che una volta seduto alla sua postazione nulla può più succedere di negativo e tutto sarà sotto controllo, perfetto ma intenso. Giuvazza invece ha l’espressione di un bambino all’ingresso di Gardaland. Sembra dire “non so cosa farò, cosa succederà, ma sarà comunque grandioso”. E poi c’è un uomo con i capelli lunghi bianchi che sembra essere pronto a fare i conti con il passato anche se sa che non sarà facile. Li Per accettare quello che è stato e quello che sarà. Perché se il passato ha lasciato traccia sulla sua faccia è giusto che queste tracce riemergano accettandole con tutta la loro responsabilità e il loro peso. È stata la prima volta che ho sentito scimmia dal vivo. So quanto questa canzone abbia un peso sia per l’esperienza di vita, per i riflessi sugli altri che per le conseguenze. So quanto sia stata male interpretata. So quanto veniva richiesta ai concerti e quanto lui si incazzasse per giustificarne l’assenza. Ma giustizia è fatta. Se uno che ascolta non può capire saranno affari suoi. Chi scrive una canzone così deve cantarla per come lui l’ha vissuta e voluta. Ma tutti vogliono trovare nelle canzoni un messaggio. Cercare in un musicista un profeta. A volte le canzoni non devono essere necessariamente per gli altri. E chi c’era ha capito che al termine di quel brano l’emozione negli occhi di chi l’ha cantata e scritta, ma anche dei musicisti che l’hanno suonata (primi dopo decenni) inondava la platea. Ne valeva la pena esserci anche se il concerto avesse avuto solo quel brano in scaletta. E invece no. Due ore tiratissime. Eugenio aveva 30 anni di meno. Brani che non riascoltavo da tanto troppo tempo. La Cia parte e torno indietro nel tempo ma ascoltando un arrangiamento da nuova era che dovrà ancora venire. Il finale è travolgente. La chitarra stoppata mescola Who e Clash! Credo di avere una espressione ebete. Torno a casa ubriaco ( solo acqua naturale) e senza voce. Non sono in grado di recensire bene un concerto. Quando la musica la ascolti non solo con le orecchie ma anche con lo stomaco non puoi spiegarlo. Mi dispiace dirvelo, ma quel concerto era dedicato a me. Chiunque c’era ha pensato la stessa cosa. Che era dedicato a lui. Un grande regalo. Grazie. Grazie anche a quelli della gang che oramai sono tutti degli amici e a quelli che ho conosciuto per la prima volta. Scusate congiuntivi sbagliati ma non rileggo mai quello che scrivo perché per pudore cancellerei tutto come spesso accade.
Un titolo che darei alla sensazione finale del concerto? La Storia Continua….

Lollo Lo Savio

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Fibrillante Tour Lecce

Fibrillante

Chiudo prima il negozio,c’è quasi un’ora di macchina per arrivare a Lecce.Il tempo è brutto:freddo e piovoso.E’ da giorni che guardo il meteo cercando buone notizie ma niente da fare.Mi dispiaceva per loro ,il Salento,maggio ,sole e invece niente.                             So che li mi aspettano Alessandra e Mara,due amiche della Finardigang che non avevo mai conosciuto prima se non virtualmente così come gli altri della gang.A Mara avevo chiesto di prendermi un posto  vicino in modo da poter fare un po’ di casino e di mostrare lo striscione che avevo preparato immaginando che ci fossero posti a sedere.Arrivo poco prima delle 21  c’è ancora poca gente che aspetta di entrare ,mi aggiro tra di loro cercando le mie amiche  ma non vedo nessuno fino a che mi viene incontro una maglietta “Fibrillante” indossata da una splendida donna,solare e simpatica che mi riconosce,ci presentiamo mi indica uno spazio dove c’è Eugenio che sta finendo uno spuntino ,lei entra e chiede se posso entrare ,Eugenio mi guarda e fa un cenno anzi si alza e mi saluta .Tiro fuori lo striscione con l’aiuto di Mara e a lui piace molto..Gli do il piccolo regalo a nome della gang e si ripromettiamo di vederci dopo.Potete immaginare la mia emozione.                                                                                                                                 Appena fanno entrare cerchiamo di prendere i posti in prima fila ma mi rendo conto che lo spazio c’è ,io e Mara ci posizioniamo avanti ma realizzo che lei non starà ferma ma si muoverà per scattare le sue belle foto.Mi viene incontro Alessandra,gentile e simpatica che  preferisce mettersi in fondo in modo da fare il tifo e gridare dal fondo.                                                                                                                                                     Il concerto ha un prologo con i Bundamove,gruppo Salentino vincitore di Palco Aperto che dopo alcuni brani molto efficaci soul-funky esegue trappole in un arrangiamento che mi piace molto specialmente con l’inserimento della tromba.                               Arriva il momento,sale la Band e poi Eugenio accolto con entusiasmo.”..e finalmente la prima canzone..”Si inizia con “Aspettando” e poi via via tutti gli altri pezzi..                                                                                                                                                                           “Cadere sognare” raccoglie applausi per parecchi minuti tant’è che Eugenio stesso si meraviglia e si commuove,il pubblico canta con lui “Non è nel cuore” e “ Le ragazze di Osaka”l .Il concerto scivola via in un attimo,verso la fine la voce di Eugenio già provata da aria condizionata in aeroporto cede ma lui è contento di com’è andata la serata e dell’accoglienza di Lecce.Dopo qualche minuto , sia i musicisti,tutti simpatici e disponibili ,sia Eugenio si concedono ai fans e a me,con foto,autografi e chiacchierate.. fisso emozioni dentro di me,irripetibili .Straordinarie persone prima che grandi musicisti..                                                                                                           Mi saluto affettuosamente con  Mara e Alessandra,felice di averle conosciute,donne di straordinaria bellezza,non solo esteriormente.  Ci ripromettiamo di rivederci al più presto.Spero davvero di si.                                                                                                                                                                                                           Ritorno verso casa pensando alla serata,al turbinio di emozioni vissute.                                                                                                            Notte insonne.Se la felicità è fatta di attimi,sono stato felice.

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Il ritorno di Finardi

Certamente un disco che tutti aspettavamo,curiosi anche di come sarebbe stato,dopo quindici anni e dopo che Eugenio stesso disse che ormai dischi di inediti non ne avrebbe più fatti.
La collaborazione con Max Casacci avevamo avuto modo già di sentirla con Nuovo Umanesimo e mi sembra che le nuove sonorità erano state apprezzate anche dai Finardiani più incalliti (quelli della Cramps per intenderci).
La giovane band che ormai lo accompagna è una garanzia e anche Giovanni se l’è cavata molto bene ,ha dato nuova linfa a Eugenio.
Potrebbe sembrare eccessiva e quindi non sincera la rabbia di Eugenio nei testi, ma conoscendo l’uomo è certamente quello che sente e che ha voluto esprimere.Fa piacere constatare che anche se gli anni passano dentro si rimane “ribelli”.
Nel disco ci sono molti spunti anche musicali interessanti,nuove sonorità ma anche linee “finardiane” ben riconoscibili,per questo il disco non delude ,anzi.
Abbiamo seguito e apprezzato Eugenio lungo il suo cambiamento:Classica,Fado e persino quando ha fatto quel capolavoro con i sentieri selvaggi,figuriamoci se ci può deludere un disco come questo,che contiene delle perle(quasi tutti i brani) ma che ha il suo apice con Moderato .
Anch’io non percepisco bene Me ne vado ,l’ho già detto,forse perché parlato ,a parte quello splendido inserimento alla “diesel”.Le cose che dice vanno bene in un ‘intervista forse meno in una canzone..Il tappeto musicale comunque è buono e mi piace.

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Finardi, come Savonarola

C’è qualcosa nell’aria che non si può ignorare / è dolce, ma forte e non ti molla mai / è un’onda che cresce e ti segue ovunque vai“ (1976)

È tornata la Musica Ribelle? Difficile dirlo, ma le premesse fanno ben sperare.

In ogni caso, è tornato lui: Eugenio Finardi, con un nuovo singolo che anticipa di giusto un mese il nuovo lavoro Fibrillante.

Non ci crederete, ma sono passati ben quindici anni dall’ultimo album di inediti del cantautore milanese, nonostante i numerosi progetti collaterali che ha portato avanti in questi anni (risale a meno di due settimane fa la pubblicazione di Arcu ‘e Chelu, compilation per la Sardegna da lui pensata e voluta). Ebbene, il diciottesimo lavoro sta per essere pubblicato e tre giorni fa, nel canale ufficiale Youtube dell’artista, ne è apparso un assaggio, Come Savonarola, adesso acquistabile anche su iTunes.

Il testo sembrerebbe rievocare le atmosfere e i temi del brano-manifesto del cantautore. Si tratta di un urlo di protesta, un grido di disperazione comunque vano: “urlo alla luna e al sole / le mie inutili parole / che nessuno sta a ascoltare“. Ma è già qui la differenza: lo sguardo è disincantato, non ripone alcuna speranza nel futuro convinto che farlo sarebbe inutile. Questo sentimento permane, almeno fino all’ultima strofa in cui invece la speranza sembra riapparire, anche se ancora offuscata: “ma devo solo ritrovare un nuovo modo di lottare / per la nostra dignità“. Emblematica è la figura di Girolamo Savonarola ,impiccato e bruciato sul rogo come «eretico, scismatico e per aver predicato cose nuove». Insomma, un esempio perfetto di ribelle, che non ci sta a far vincere “i culi stanchi, gli arrivisti, gli arroganti che più falsi non ce n’è“.

La melodia è semplice, ma efficace. La produzione del brano (e dell’intero album) è di Max Casacci, chitarrista dei Subsonica: una collaborazione già rivelatasi vincente con il brano del 2012 Nuovo Umanesimo e che quindi ci auguriamo possa far tornare Eugenio Finardi grande – non che abbia mai smesso di esserlo – anche all’interno del panorama musicale italiano odierno.

 

The Minstrel http://www.theminstrel.it/eugenio-finardi-come-savonarola/

di Andrea Murzi

 

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ARCU ‘E CHELU FINARDI per la Sardegna

Carissimi,
finalmente posso darvi l’annuncio ufficiale che la mia “piccola idea” è diventata una bellissima realtà e darvi la lista definitiva degli artisti e dei brani che comporranno ARCU ‘E CHELU il doppio CD che uscirà anche in digitale il 17 Dicembre per raccogliere fondi a favore della Croce Bianca di Olbia che li devolverà alle scuole materne e primarie di Santa Maria e Putzolu, che versano in situazione di forte disagio, con l’intenzione di ripristinare la situazione con la sostituzione del materiale didattico e delle attrezzature per il normale svolgimento dell’attività. Un obbiettivo semplice e realistico, senza pastoie burocratiche e lungaggini, che potrà portare in breve tempo un aiuto tangibile e concreto per il ritorno alla normalità dei bambini della nostra amata #Sardegna.
È stato uno sforzo durissimo, non solo mio ma di una squadra di persone che voglio ringraziare personalmente e senza le quali #ARCU_E_CHELU non sarebbe mai riuscito ad uscire in tempo per Natale e, si spera, diventare un bel regalo da mettere sotto l’albero. In primis Silvia Magoni, donna di grandissime doti pratiche e organizzative, che si è spesa oltre ogni limite, così come hanno fatto Stefania Giuffré e Andrea Pintaldi, per coordinare tutti i piccoli ma vitali dettagli di un progetto complesso. Patrizia Convertino e Benedetta Bartolucci che hanno concepito e realizzato la grafica della copertina, Jonathan Giustini che curerà la comunicazione tradizionale e Wacky Weapon per quella sui social media (stiamo realizzando una pagina dedicata su Facebook che vi prego di visitare e condividere). Un ringraziamento particolare va anche a Ivan Storti, Monica Barbieri, Roberta Giucastro e Gabriele Minelli della Universal che si sono spesi con gioia.
Ovviamente la mia eterna gratitudine va agli Artisti che hanno donato le loro opere ma anche ai loro staff che si sono accollati l’onere dei dettagli e alle loro etichette che hanno concesso i brani in licenza. Voglio anche ringraziare quelli che hanno offerto la loro arte ma l’hanno saputo tardi, quando ormai il materiale era già partito per la stampa, tra tutti i Litfiba, i Subsonica, Cristiano De André, Saturnino, Silvia Salemi e tanti giovani Artisti, specialmente sardi, che mi hanno scritto su questa pagina e i cui messaggi non sono riuscito a leggere in tempo per un problema al mio computer. Con essi mi scuso come con tutti coloro che avrebbero voluto partecipare ma per un motivo o l’altro non ci sono. Abbiamo fatto tutto estremamente di corsa, ed è un vero miracolo esserci riusciti!
Ma più di tutti voglio ringraziare gli uomini e le donne di buona volontà che sono andati a spalare il fango ed aiutare nei fatti coloro che questo disastro ha così duramente colpito.
Infine vorrei dedicare questo Album a Pasqualino Contu di Orosei, che dopo avere tanto lottato non ha più trovato la forza. Alla sua famiglia va il mio più sincero e affettuoso abbraccio.
Eugenio Finardi.
Per favore condividete il più possibile questo post!

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Eugenio Finardi Nuovo disco

l Festival Internazionale MITO SettembreMusica, che dal 2007 unisce le città di Milano e Torino con una programmazione musicale di altissimo profilo, è la sede ideale scelta da Eugenio Finardi per dare alcune anticipazioni live – in anteprima assoluta – dal nuovo Album “Fibrillante”, che l’artista milanese sta ultimando di registrare appunto tra Torino e Milano, per la produzione di Max Casacci dei Subsonica.
Da tempo il musicista milanese collabora con la sua giovane band interamente composta da musicisti dell’area torinese, non solo nei tour ma anche alla scrittura dei nuovi brani che, scherzosamente, definisce, “Made in Mirafiori”, e in Casacci ha trovato un partner ideale per realizzare le sonorità adatte a portare il suono alternativo del glorioso periodo Cramps nel turbolento momento storico attuale.
«Continuo il discorso iniziato con “Nuovo Umanesimo”, ispirato dall’aria che tira in questi tempi bui. Una serie di ritratti a china di personaggi che vedo lottare con sempre maggior fatica per mantenere la propria dignità di esseri umani contro il Moloch del profitto e la disumanizzazione del liberismo sfrenato».
Dopo le rigorose esplorazioni di mondi musicali come il blues, il fado, la classica contemporanea e la musica sacra, il nuovo progetto di Eugenio Finardi sarà il suo primo disco di inediti in italiano a 15 anni di distanza da “Accadueo”.
Dieci canzoni in cui l’Artista esprime in pieno la sua capacità di esplorare le emozioni più profonde, dalla rabbia alla tenerezza più struggente, senza fuggire dal tempo che passa ma testimoniando con disarmante onestà la consapevolezza della crescita umana che esso porta con sé.

Milano – Venerdì 20 Settembre 2013 – inizio concerto ore 21:30
Teatro Elfo Puccini – Sala Shakespeare
Line up:
Eugenio Finardi, voce
Giovanni “Giuvazza” Maggiore, chitarra
Marco Lamagna, basso
Paolo Gambino, tastiere, pianoforte
Claudio Arfinengo, batteria

Fonte Radio web Italia

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